L’acido ascorbico (E300) e l’acido sorbico (E200) sono due sostanze differenti: la prima rientra tra le sostanze che possono essere impiegate negli alimenti con funzione antiossidante, l’altra con funzione conservante. Se dalla lettura della lista ingredienti risulta la menzione di una determinata categoria di additivi (antiossidanti, conservanti, coloranti ecc.), seguita dalla indicazione della sostanza (acido ascorbico, acido sorbico ecc.) o del suo numero di riconoscimento europeo (E200, E300 ecc.), significa che le predette sostanze sono state aggiunte al prodotto acquistato con la funzione specificata in etichetta. Nulla esclude, ad esempio, che l’acido ascorbico venga impiegato per arricchire determinate tipologie di alimenti e, con tale funzione, venga presentato con il suo nome più conosciuto: vitamina C. In ogni caso, qualora la lista ingredienti riporti l’indicazione di una sostanza impiegata come additivo, l’indicazione che suggerisce al consumatore la sua assenza risulta chiaramente ingannevole. Allo stesso modo, risulta ingannevole – a parere di chi scrive – ogni dicitura che faccia riferimento alla “naturalità” di un prodotto nella cui formulazione risultano essere stati impiegati additivi conservanti. Non risulterebbe invece ingannevole l’indicazione di etichettatura che si riferisca alla “naturalità” di uno degli ingredienti del prodotto, del gusto, ecc..

PFAS, l’affidabilità delle analisi parte dalla strumentazione
La scelta della colonna LC più adatta è fondamentale per centrare l’obiettivo