Pesce fresco sequestrato e rigettato in mare

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Del pescato fresco sequestrato dal Servizio Veterinario della Asl competente per territorio e in buono stato igienico può essere rigettato in mare alla …

Il quesito posto non è di facile interpretazione in quanto mancano alcuni elementi necessari al fine di esprimere un parere. Innanzitutto, chi ha effettuato il sequestro e per quali motivi? Alla luce di quanto riferito circa le buone condizioni igieniche del pescato, si dovrebbe desumere che non sia stata l’Autorità sanitaria a disporre il sequestro e la successiva distruzione della merce (potrebbe essere stato un sequestro disposto dalla Capitaneria di Porto a seguito di violazione delle norme in materia di politica della pesca). A meno che il Servizio Veterinario, differentemente da quanto esposto, non avesse ritenuto che le condizioni igieniche dei prodotti non fossero idonee, il Veterinario Ufficiale è l’unico titolato a esprimere un parere in tal senso.
Le azioni successive al sequestro e le disposizioni in merito al destino delle merci sequestrato (confisca o restituzione al detentore) competono comunque all’Autorità che ha disposto il sequestro o, se del caso, al magistrato competente.

Quanto al fatto se sia legittimo ributtare in mare il pescato fresco, bisognerebbe capire di cosa si tratta: di animali vivi e vitali che possono essere restituiti al proprio ambiente di vita o di prodotti ormai privi di vita assimilabili pertanto a sottoprodotti di origine animale? O ancora di molluschi bivalvi vivi che potrebbero essere reimmessi in acqua solo in corrispondenza di un’area di stabulazione approvata?

Come si vede, le situazioni possono essere molto diversificate e una valutazione di un singolo fatto senza la conoscenza completa del contesto nel quale si sono svolti i fatti non può permettere, al di là delle considerazioni effettuate, di esprimere un giudizio definitivo.

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