Ai sensi del regolamento (CE) 1760/2000, gli operatori e le organizzazioni che commercializzano carni bovine nell’Unione europea le etichettano a norma dello stesso regolamento, in modo da identificare il nesso tra la carcassa, il quarto o i tagli di carne e il singolo animale o il gruppo di animali dai quali questi sono ottenuti. Tale etichetta, apposta in modo tale da non permetterne la riutilizzazione, deve quindi essere applicata su tutte le carcasse bovine, indipendentemente dalle dimensioni dello stabilimento o dalla sua produttività. La mancata identificazione delle mezzene come appartenenti ad un determinato animale o gruppo di animali viene quindi sanzionata ai sensi del decreto legislativo 58/2004.
Quanto al secondo quesito, se i prodotti ai quali si riferisce il lettore consistono in carcasse, parti di carcassa, carni, ossi ritenute idonei al consumo umano che per ragioni commerciali non vengono destinate a tale impiego, l’operatore può decidere di destinarli a sottoprodotti di categoria 3 (come definiti dall’articolo 10 del regolamento (CE) 1069/09) anche solo al momento del loro carico sull’automezzo della ditta incaricata del loro ritiro. In questo caso, tali carni (incluse le ossa) possono essere sicuramente conservate promiscuamente alle carni destinate al consumo umano, in quanto non sono ancora state identificate come sottoprodotti (articolo 4); dal momento in cui tali prodotti vengono identificati come non destinati/destinabili al consumo umano, devono essere gestiti come sottoprodotti (Soa). Devono quindi essere identificati e gestiti nel rispetto delle disposizioni in materia di Soa, mantenendoli distinti dai prodotti destinati al consumo umano. La separazione può peraltro essere assicurata, peraltro, anche a mezzo di contenitori chiusi, puliti e chiaramente identificati depositati temporaneamente nella medesima cella delle carni destinate al consumo umano, sempreché l’operatore del settore alimentare (Osa) possa dimostrare che le modalità di gestione di tali sottoprodotti non comportino un rischio di contaminazione degli alimenti.
