Agrumi, quando la buccia non è edibile

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Nei supermercati, sul cartello vendita degli agrumi sfusi, è riportata la dicitura “buccia non edibile” quando sono presenti trattamenti con imazalil. …

La questione non è affatto semplice o banale e subisce l’influenza della poca chiarezza normativa e di usi consolidati nella comunicazione, come può essere la dicitura “buccia non edibile”. Ma cerchiamo di fare chiarezza.
La normativa di riferimento che disciplina la commercializzazione degli ortofrutticoli è il reg. UE 543/2011 (“recante modalità di applicazione del regolamento CE 1234/2007 nei settori degli ortofrutticoli freschi e degli ortofrutticoli trasformati”), il quale indica, in riferimento agli agrumi, che l’imballaggio deve recare, fra le varie informazioni, indicazioni di eventuali agenti conservanti o di altre sostanze chimiche utilizzate in trattamenti post-raccolta. Quindi, devono essere indicati tutti i tipi di trattamento, sia che si tratti di additivi che di altri agenti chimici.
In merito alla vendita al minuto, lo stesso regolamento, all’articolo 6, indica esclusivamente che: «Nella fase della vendita al minuto, le indicazioni esterne previste dal presente capo sono presentate in modo chiaro e leggibile. I prodotti possono essere posti in vendita a condizione che il rivenditore esponga accanto ad essi, in caratteri chiari e leggibili, le informazioni relative al Paese di origine e, se del caso, alla categoria e alla varietà o al tipo commerciale, in modo tale da non indurre in errore il consumatore».
Relativamente all’impiego di additivi come trattamento superficiale della buccia degli agrumi, la norma di riferimento è il reg. UE 1333/2008 e s.m.i., nell’allegato II, punto 4.1.1 (ortofrutticoli freschi interi), che dispone l’utilizzo degli additivi E901, E 902, E 903, E 904 ecc. solo come trattamento superficiale per gli agrumi e, in alcuni casi (frutta a guscio), come agenti di ricopertura.
La dicitura “buccia non edibile” non è normata, ma è consuetudine trovarla. A questo proposito, mi viene in mente un’altra frase che si trova molto spesso sulle etichette dei prodotti alimentari ovvero “potrebbe contenere tracce di […]” in riferimento agli allergeni. Anche in questo caso tale dicitura non è normata, ma è utilizzata con il duplice obiettivo di tutelare il consumatore e l’azienda produttrice anche se la sua valenza legale è tutta da dimostrare. Analogo discorso può essere applicato alla frase relativa alla buccia degli agrumi.

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