Esportare prodotti in scatola in Usa? Vincere barriere e requisiti, con ESI, oggi e’ possibile

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Prima ed unica scuola Bpcs in Italia e’ ESI. In calendario, dal 13 al 15 giugno, il primo corso per il Preventive Controls Qualified Individual a Roma.

Per esportare negli Stati Uniti, da settembre
2016 bisognerà rispettare le “Final Rules” (leggi
definitive) previsti dalla nuova legislazione statunitense
sulla sicurezza alimentare, il “Food Safety
Modernization Act” (Fsma).

ESI è la prima azienda in Italia in grado di qualificare
il Preventive Controls Qualified Individual aziendale
(Pcqi).

La Food and Drugs Administration (Fda), per la
commercializzazione dei prodotti in scatola, richiede
ulteriori requisiti.


Le norme da rispettare

Tutti gli alimenti in scatola (canned foods) trattati
termicamente, a bassa acidità od acidificati e chiusi
ermeticamente (Low Acid and Acidified Canned
Food, Lacf), devono rispettare la normativa statunitense
che fa riferimento al Code of Federal Regulations
(Cfr), titolo 21, parti 108, 113 e 114, riguardante
le procedure autorizzative e di registrazione
degli stabilimenti produttivi, le definizioni di
Lacf ed i relativi requisiti di produzione.
Gli alimenti in scatola a base di carne e pollo sono
inoltre normati dal titolo 9 del Cfr, parti 318.300 e
381.300.

Definizioni

Viene considerato acido un alimento che naturalmente
ha un pH pari od inferiore a 4,6.
Un prodotto alimentare Lacf è invece un qualsiasi
alimento (diverso dalle bevande alcoliche), con un pH
superiore a 4,6 ed un’attività dell’acqua (water activity,
aw) superiore a 0,85 (esclusi i pomodori e derivati
del pomodoro, che hanno un pH inferiore a 4,7),
che viene sottoposto ad un trattamento termico prima
di essere confezionato con chiusura ermetica.

Un alimento acidificato (Af) è, infine, un alimento a
bassa acidità in cui l’acido o l’acidificante viene ad
esso aggiunto raggiungendo un pH finale pari od
inferiore a 4,6 ed un’attività dell’acqua superiore a
0,85. Rientrano in questa categoria, a titolo esemplificativo
e non esaustivo, i seguenti prodotti: fagioli,
cetrioli, cavoli, carciofi, cavolfiori, budini, peperoni,
frutti tropicali e pesce (tonno e crostacei),
uova sgusciate e prodotti da forno, singolarmente
od in qualsiasi combinazione, che potrebbero anche
essere chiamati sottaceti o prodotti in salamoia.

La formazione degli operatori

Tutte le figure coinvolte nella commercializzazione
di questi prodotti, definite “Commercial Processors”
(Cp), compresi i produttori di pet foods, devono
rispettare la su esposta normativa. Tale normativa
dovrà sempre essere integrata da quanto
previsto dal titolo 21 del Cfr, parte 507, ossia dai
Preventive Controls for Human Food. Ciascun Cp
dovrà individuare all’interno della propria azienda
una risorsa formata secondo programmi riconosciuti
dalla Fda: per gli alimenti in scatola esiste la
rete internazionale delle Better Process Control
Schools (Bpcs).

Prima ed unica scuola Bpcs in Italia è ESI. In calendario,
dal 13 al 15 giugno, il primo corso per il Preventive
Controls Qualified Individual a Roma.

In programmazione il corso Bbcs.

Per informazioni: info@euroservizimpresa.it.

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