Formaggi e salumi, indicazione del prezzo e unità di misura di riferimento

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Una gastronomia è autorizzata ad apporre su formaggi e salumi cartelli in cui viene indicato esclusivamente il costo all’etto?

 

Il prezzo in parola è chiamato “prezzo unitario” oppure “prezzo per unità di misura”. Esso è attualmente disciplinato dal decreto legislativo 206/2005 (il cosiddetto “codice del consumo), che, all’articolo 13, comma 1, lettera b), lo definisce come «il prezzo finale, comprensivo dell’Iva e di ogni altra imposta, valido per una quantità di un chilogrammo, di un litro, di un metro, di un metro quadrato o di un metro cubo del prodotto o per una singola unità di quantità diversa, se essa è impiegata generalmente e abitualmente per la commercializzazione di prodotti specifici».

Tale definizione riguarda tutti i prodotti e non solo quelli alimentari.

Come si evince da questa definizione, per i salami e i formaggi, che sono prodotti solidi, il prezzo va indicato facendo riferimento ad un chilogrammo.

L’articolo 15 del codice del consumo, nel precisare le modalità di indicazione, ammette, al comma 4, l’uso di multipli e sottomultipli decimali delle unità di misura, nel rispetto delle abitudini e degli usi. Molte volte non viene considerato il significato della parola “decimali” che, invece, è molto importante e fa capire se un determinato uso è ammesso o meno.

Nel caso specifico, la regola è la determinazione del prezzo per unità di misura calcolato in chilogrammo, ma è anche consentito l’uso di un sottomultiplo decimale.

Il primo valore decimale che si ha come sottomultiplo di 1 kg è “100 g”, vale a dire 1.000 g/10 = 100 g.

Tutta questa discussione mira a precisare che la regola generale, nel caso specifico, di realizzazione del prezzo per unità di misura è fatta con riferimento a 1.000 g o 1 kg, ma l’azienda interessata può indicarlo anche solamente con riferimento a 100 g.

Un riferimento a valori intermedi, quali 200 g o 500 g, è vietato perché questi valori non sono sottomultipli decimali del chilogrammo.

Si aggiunge che la dicitura “etto” non esiste, anche se è molto diffusa nel linguaggio popolare. Quella corretta, dal punto di vista metrologico, è “100 g”.

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