Paste filate e utilizzo del cloruro di calcio

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Nella produzione di paste filate, il cloruro di calcio è considerato un additivo o un coadiuvante tecnologico?

Il regolamento (CE) 1333/08, relativo agli additivi alimentari, definisce, all’articolo 3, comma 2, lettera b), come “coadiuvante tecnologico” «ogni sostanza che:

i) non è consumata come un alimento in sé;
ii) è intenzionalmente utilizzata nella trasformazione di materie prime, alimenti o loro ingredienti, per esercitare una determinata funzione tecnologica nella lavorazione o nella trasformazione; e
iii) può dar luogo alla presenza, non intenzionale, ma tecnicamente inevitabile, di residui di tale sostanza o di suoi derivati nel prodotto finito, a condizione che questi residui non costituiscano un rischio per la salute e non abbiano effetti tecnologici sul prodotto finito».

Il cloruro di calcio (E509) può venire utilizzato come liquido di governo nelle mozzarelle, esercitando in tal caso la funzione caratteristica di additivo conservante.
Il regolamento CE) 1333/08 classifica, tuttavia, le paste filate nell’ambito della categoria “01.7.6 – Prodotti caseari”, laddove l’impiego dell’E509 è consentito solo ed esclusivamente per i formaggi stagionati.

 

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