L’ortofrutta fresca è venduta dai supermercati in isole specifiche. Il prodotto può essere venduto sia sfuso, cioè senza imballo, sia preconfezionato, cioè immesso in una rete o in un imballo.
È il responsabile del supermercato o chi per esso che decide le modalità da seguire. Non ci sono specifiche autorizzazioni da parte delle amministrazioni pubbliche. Anzi, direi che i supermercati, a volte, vanno al di là di quanto prescritto per proteggere la salute dei consumatori. Vale un solo esempio, molto specifico del Lazio e della Sardegna, che riguarda la vendita delle fave sfuse. L’odore delle fave sfuse crea reazioni negative nei soggetti che soffrono di allergia, per cui, in questi negozi, le fave sono vendute preconfezionate e, se è effettuata la vendita allo stato sfuso, viene messo un messaggio all’ingresso, per avvertire i soggetti allergici della vendita delle fave allo stato sfuso.
Vediamo ora quali sono gli adempimenti in materia:
· ortofrutta sfusa – Sono obbligatorie le seguenti indicazioni:
– nome del prodotto: va menzionato anche se molto noto all’acquirente;
– il nome deve essere completato da altre indicazioni, quali la varietà (mela renetta), la categoria, l’origine, prescritte dalla regolamentazione comunitaria di settore e importanti, in particolare, per la determinazione del prezzo di vendita;
– la data (o il termine minimo di conservazione) non è richiesta;
· ortofrutta preconfezionata – Si preconfeziona a peso predeterminato (900 g, 2 kg eccetera) in sacchi o altro per offrire un servizio all’acquirente, che può anche non servirsene e scegliere il prodotto sfuso. Solo per il prodotto, che è stato tagliato, sbucciato o altro, è prescritto l’obbligo del preconfezionamento, necessario per garantirne la qualità e conservarlo bene: in questo caso, vi è l’obbligo di indicare la data di scadenza (si veda l’allegato X, paragrafo 1 d), del regolamento (UE) 1169/2011).
L’ortofrutta preconfezionata deve riportare tutte le indicazioni prescritte per gli altri prodotti preconfezionati, tenendo conto delle esenzioni previste. Ad esempio, se il prodotto è intero non è richiesta la data; se si tratta di un monoprodotto, non è richiesto l’elenco degli ingredienti.
