Una azienda agricola può certamente iniziare attività di trasformazione degli ortofrutticoli prodotti, a condizione – innanzitutto – che tale attività rientri nell’oggetto sociale. La valutazione della marginalità o meno dell’attività va poi valutata caso per caso, in base a dati concreti. Sul piano delle regole in materia igienico-sanitaria, è in realtà la dimensione complessiva dell’azienda a determinare se la stessa possa rientrare nel regime di parziali esenzioni concesse per le Pmi dalla regolamentazione comunitaria e dalle linee guida europee in materia (ad esempio, documenti e registri commisurati alle dimensioni dell’attività ecc.). Sul piano delle norme di commercializzazione dei prodotti di che trattasi, invece, non vi sono diversità a seconda della dimensione aziendale o dell’importanza della attività. Ogni operatore, infatti, sarà soggetto al plesso normativo che trova la norma base per i succhi di frutta nel d.lgs. 151/2004, mentre per confetture e marmellate nel d.lgs. 50/2004. Con l’occasione preme ricordare che le “marmellate” sono esclusivamente a base di agrumi, mentre per altra frutta deve parlarsi di “confetture”, ovverosia – nel caso in cui non vengano rispettati i parametri dettati dalla legge per adottare le predette denominazioni di vendita – di “preparazioni di frutta” o altro. Per implementare il processo produttivo, infine, sarà necessario in primo luogo prepararsi a osservare gli adempimenti normativi nazionali e regionali relativi alla dichiarazione di inizio attività e le disposizioni igienico-sanitarie attraverso la predisposizione di un piano Haccp

PFAS, l’affidabilità delle analisi parte dalla strumentazione
La scelta della colonna LC più adatta è fondamentale per centrare l’obiettivo